un po' di storia

 

 Ho costruito il mio primo presepe nel Natale del 1975, quando avevo dieci anni e mio fratello Alessandro era appena nato.

Da allora  ho coltivato questa passione cercando di migliorare la tecnica e aggiungendo sempre una novità. Dapprima un rigagnolo con della vera acqua, poi il primo movimento e così via, mentre la superficie aumentava sempre più e mia madre vedeva diminuire a vista d'occhio lo spazio nell'ingresso di casa.

Costruivo tutto da solo, Mio fratello non era appassionato come adesso e si godeva lo spettacolo finale. Ricordo come ogni notte di Natale , seduti in terra davanti al presepio passavamo ore intere a guardarlo nei minimi particolari, come se volessimo entrarne a far parte.

La tecnica che utilizzavo era semplice, non avevo a disposizione lo spazio per costruire un boccascena dal quale osservare il paesaggio, ma cercavo ugualmente di ricreare quegli scorci di natura che avevo potuto osservare nella campagna savonese, a Pontinvrea, dove ho trascorso la mia infanzia. Qui, vivendo a contatto con la natura e con le persone del posto, soprattutto gli anziani, ho potuto conoscere aspetti della vita rurale,  mestieri ed oggetti ora scomparsi che riproducevo nel mio presepe.

Le casette di legno, il frantoio, il mulino, la cantina si fondevano con una serie di sentieri che con arditi passaggi attraversavano orti , fasce di ulivi e qualche magazzino di legna da ardere che in dialetto pontesino si chiama "maxeira". I personaggi erano parte di una serie di statue di gesso di scuola lucchese, dipinte a mano, che conservo ancora gelosamente.